Questa è la leggenda del vecchio Bagigio,
che salpa nel mare quando il cielo è ormai grigio,
valoroso e fiero per andare a salvare,
la bionda principessa che voleva sposare.
Con la sua nave e la rana in spalla,
che sapeva cantare perché sempre in balla,
parte deciso verso l’orizzonte,
davanti al pericolo non aggrotterà fronte.
I suoi compagni coraggiosi sono,
il primo è un gigante, un po’ tonto ma buono,
il secondo è un gran figo ma anche il re dei pelati,
il terzo è un geniaccio e primeggia tra i piastrati.
In quattro son dunque e parton decisi,
nessuno al mondo li ha mai derisi,
dopo una colazione a base di pizza,
verso un’avventura che tanto li attizza.
Dopo dieci giorni di navigazione,
e aver preso una gran insolazione,
i nostri fan sosta in un isolotto,
anche perché il timone s’era rotto.
Ed ecco che appare per attaccarli,
un enorme ciclope pieno di tarli,
il pelato esclama “chi mai sarà??”
e il ciclope risponde “sono Giuvà!”
Subito in fuga si trovano i nostri,
visto che chiunque ha paura dei mostri,
ma Giuvà li insegue a bordo della sua Golf,
e con lui c’è la Pompy che è la sua Colf.
Per fortuna i quattro scappano via,
saltano in nave con tanta euforia,
alla prossima isola la tappa è vicina,
però prima bisogna far benzina.
Fatto rifornimento vedono in mare,
uno strano tizio che sta per affogare,
si avvicinano curiosi e lo tirano su,
ma quando lo riconoscono esclamano “mio buon Gesù!”
Il tizio salvato è infatti Simone,
che stava viaggiando con un gommone,
e Bagigio terrorizzato inizia a disperarsi,
ma lo tengono con loro, ci sarà da fidarsi?
Approdano quindi in un'altra isoletta,
dove attorno sentono odor di violetta,
una raggia enorme con tante bandiere,
e il pelato esclamò “andiamo a vedere!”
Arrivano là ed entran nella reggia,
e dall’emozione Bagigio scorreggia,
percorrono l’atrio suonando la fanfara,
e incontrano subito la regina Lara.
Questa donna è cresciuta con molti valori,
ma le piacciono i cazzi, soprattutto quelli mori,
e subito di Bagigio lei si innamora,
per lei dell’amore è scoccata l’ora.
La regina con lui vuole condividere la corona,
ma Bagigio esclama “ti sembro mona??”
e scappa nel villaggio ai piedi del monte,
correndo più veloce di un bisonte.
In un negozio spendono un bel po’ di soldoni,
compreso il gigante che acquista goldoni,
ma il problema pi8ù grosso è che bisogna mangiare,
ed ecco che un uomo davanti loro appare.
Quest’uomo è Henry e vende kebab,
se ne prendi tre ti regala un baobab,
e Bagigio si sa mangia più di un elefante,
e cosi riempi la nave di piante!
Partono quindi per l’ennesima volta,
perché di trombare voglia ne hanno molta,
visto che la principessa ha anche molte amiche,
e a Bagigio e compagni piacciono le fiche.
Ma arrivati ad un punto senton cantare,
sono le sirene che li voglion attirare,
ma Bagigio è un furbastro e ha letto Omero,
si tappa le orecchie soddisfatto e fiero.
Ma il gigante voglioso dal suono viene attirato,
si butta in acqua ma rimane fregato,
le sirene lo catturano con la loro rete,
almeno però non morirà di sete!
Disperati e affranti per ciò che successo,
piangono per ore seduti sul cesso,
ma la vita va avanti bisogna continuare,
mica è passata la voglia di ciavare.
Approdano quindi in un’isola strana,
con tante piantagioni di marijuana,
e subito il piastrato si gettò nell’orto,
a fare incetta, e non ha mica torto!
Appare cosi Jessica la maga,
che trasforma tutti in maiali a parte chi caga,
e visto che per l’erba si svuotava la pancia,
il piastrato si salvò ma mandò in crisi la bilancia.
Doveva quindi gli altri salvare,
e la magia della maga riusci ad evitare,
ma non tutto il gruppo si era salvato,
visto che la maga Simone si era pappato.
Rimasero in tre ma ormai eran vicini,
mentre il piastrato ormai si fumava anche i camini,
e continuarono il viaggio cost to cost,
finchè i nostri amici approdarono sull’isola di Lost.
In verità questa è l’isola dei famosi,
piena di tizi sgradevoli e penosi,
e tra questi spuntò fuori Malgioglio,
che da bravo sex symbol tirò fuori l’orgoglio.
E cosi il nostro pelato catturò,
e nella sua caverna di sesso lo portò,
e di lui Bagigio non ebbe più traccia,
ma pensò che ormai aveva perso la faccia.
I due rimasti in montagna erano arrivati,
e subito da dei mostriciattoli furono attaccati,
erano piccoli sciatori con dei caschi rossi,
mandati da tutti i nemici di Bossi.
Ma subito dopo apparve Scarlett splendente,
accompagnata da Frank con un solo dente,
disse che se la principessa volevano salvare,
prima un labirinto dovevano superare.
Dopo ore persi nel labirinto,
scoprirono infatti che il posto era finto,
le pareti ruotarono in modo da far,
diventare il luogo nientemeno che il Blue Star.
Ed ecco che dagli slavi furono attaccati,
e i due scapparono spaventati,
ma per fortuna che in loro soccorso intervenne Dio,
che mandò a salvarli il mitico Trio.
Questi si trasformarono nelle SuperChicche,
nanette stragnocche ma che danno sempre due di picche,
e anche gli slavi ci provarono con loro,
ma le Chicche li stesero intonando un bel coro.
I due intanto in una casa eran giunti,
mentre gli slavi ormai erano defunti,
ed ecco che li accolsero nel loro covo,
due tipi chiamati uno Ago, l’altro Rovo.
Questi due tipi sono due guerrieri,
molto forti ma anche molto poco seri,
che invece di aiutarli a salvare la principessa,
decisero di andare a disturbare alla messa.
“Ci pensiamo noi!” Dissero i nostri amici,
“Verso la figa!” Urlarono felici,
e magicamente ora che ci penso,
spuntarono fuori il gigante e il suo amico Lorenzo.
Infatti dalle sirene il gigante si era liberato,
e poi Lorenzo aveva incontrato,
quindi in quattro ora partono in festa,
finchè approdarono in una cupa foresta.
Qui videro la principessa legata,
che piangeva sconvolta per la sua sorte sfortunata,
e in più apparve con molta crudeltà,
il malvagio ciclope di nome Giuvà.
E cosi iniziò la grande battaglia,
un duello violento, acceso, che abbaglia!
Giuvà cominciò a lanciare spruzzini,
colpendo tutti, grandi e piccini.
Bagigio rispose col pugno di ghiaccio,
il piastrato invece gli morse il braccio,
e il gigante col sedere assassino,
mollò una scorreggia che arrivò fino a Torino.
Lorenzo infine lo inchiappettò,
ma Giuvà disse “Batta!” e tanto gridò,
con la mamma Bruna iniziò a urlare,
con le node sonore non c’era niente da fare.
Ma inaspettatamente la Pompy lo tradi,
e con le supertette esplosive lo feri,
e cosi il gruppo di Bagigio vinse la guerra,
e il ciclope malvagio fini sotto terra.
E Bagigio veloce andò a liberare,
la principessa che tanto voleva baciare,
e dopo il gran bacio successe perciò,
che appartati ovviamente lui se la trombò.
Il giorno seguente andarono a nozze,
con le damigelle alcune fighe altre cozze,
il piastrato cannato la più bella si pigliò,
lei col nome di Elena si presentò.
Il gigante scopri che la Pompy amava le banane,
mentre Lorenzo decise di andare a puttane,
e riguardo al pelato e a Malgioglio nella loro tana,
decisero di amarsi per sempre come Dolce&Gabbana.
Questa storia quindi fini bene,
un po’ lunga lo so da tagliarsi le vene,
e chissà quanti scherzi il destino ancora a loro farà,
ma attenti soprattutto al ritorno del mostruoso Giuvà!